domenica 4 agosto 2013

Mytech News: iPhone, le 10 app perfare foto incredibili; Facebook, un Like fornisce molte informazioni su di noi; Motorola Moto X, lo smartphone che ti ascolta.....






10 app per fare foto incredibili con l'iPhone
Smartphone & Tablet
Domanda: qual è la macchina fotografica più usata dalla community di Flickr? Ma l'iPhone 5, naturalmente (seguito dall'iPhone 4). Perché zitto zitto il melafonino in questi anni ha esteso il suo dominio anche alla fotografia, attraverso una serie di innovazioni che prendono il nome di "iphoneography" o iphonography e che vedono impegnati su fronti diversi sviluppatori di app e fotografi famosi.Uno tra tutti Benjamin Lowy , autore della foto dell'uragano Sandy finita sulla copertina del TIME e realizzata manco a dirlo con un iPhone.Per fare un'iPhoto di qualità è necessario conoscere i rudimenti della fotografia. Ma a volte un'app può fare la differenza, come le 10 che trovate nella fotogallery a destra. Alcune fanno parte del corredo di grandi fotografi, altre sono semplicemente creative e divertenti. Ma tutte sono in grado di trasformare una foto in un piccola opera d'arte.L'elenco è questo: VSCO Cam , Over , Quipo , Lens , Lightt , Hipstamatic Oggl , Mextures , Krop Circle , Snapseed , Perfectly Clear .La descrizione la trovate nella gallery


Facebook, un Like dice molto di noi
Social
Ormai non ci facciamo più caso. Vaghiamo senza meta su Facebook e fra le infinite vie di Internet appiccicando Mi Piace come fossero biglietti adesivi da appendere sul frigorifero. Ma cosa succede dall'altra parte della barricata? In cosa vengono trasformati tutti i nostri Like, cosa dicono di noi e soprattutto quali informazioni ne ricava Facebook? L'Università di Cambridge ha provato a fare chiarezza sull?entità e soprattutto sul valore dei pollici alzati all?interno dei profili del popolare social network attraverso un studio piuttosto esteso (ben 58.000 gli utenti utilizzati come campione) i cui risultati sono stati che una società di social media marketing ha ben sintetizzato in questa infografica .La ricerca mette in luce innanzitutto un dato: sono circa 150 i Like cliccati da un utente medio all'interno del suo profilo Facebook.Ma i risultati più interessanti arrivano sul fronte della profilazione: Facebook, spiega la ricerca, ha un livello di accuratezza molto elevato quando si tratta di categorizzare gli utenti in base alle loro approvazioni. Un americano a cui piace il canale Espn, David Bowie, la musica Gospel, la riforma del sistema sanitario, Maria Sharapova e Bruce Lee, ad esempio, ha un profilo che corrisponde a quello di un maschio caucasico di religione cattolica, democratico, single ed eterosessuale.Più in generale si può dire che sesso, razza, religione, orientamento politico e sessuale, fino addirittura all'utilizzo di alcolici siano individuabili attraverso i Mi Piace con un alto livello di precisione (fra il 67 e il 95%).Ci sono poi i cosiddetti Like predittivi, quelli cioè che puntano a definire gli aspetti più sottili della persona, dal quoziente di intelligenza all?apertura mentale, dal livello di soddisfazione al carattere.Se mi piace Science, ad esempio, è probabile che il mio QI sia maggiore di un appassionato di Harley Davidson, se fra i miei autori preferiti ci sono Oscar Wilde e Bokowski sarò più artistico e liberale di un liker di gare automobilistiche, se mi piacciono i videogames è probabile che io sia più timido e riservato di un utente patito di teatro e danza.Interessante notare come alcune di queste correlazioni siano a dir poco curiose (la ricerca parla di veri e propri 'nonsense'): gli utenti a cui piacciono le patatine fritte, ad esempio, tendono ad avere un alto quoziente intellettivo, quelli che hanno cliccato Mi piace sulla pagina Questo ragno è più spaventato di te sono nella maggior parte dei casi non fumatori.


Motorola Moto X: lo smartphone che ti ascolta (anche quando non parli)
Smartphone & Tablet
Ormai non è più un mistero. Google vorrebbe avere la sfera di cristallo. Qualcuno a Mountain View ha la ragionevole pretesa di poter soddisfare le richieste degli utenti senza che questi debbano muovere un dito. Nessun campo da compilare, nessuna ricerca da avviare, niente di niente. Google è convinta di poter anticipare i bisogni dei consumatori semplicemente osservando (e analizzando) i loro comportamenti.Il primo capitolo di quella che qualcuno ha già ribattezzato la filosofia della ricerca previsionale lo abbiamo visto lo scorso anno con il lancio di Google Now. Il secondo si chiama Moto X, l'ultimo dispositivo di Motorola o  se preferite  il primo vero cellulare di Google.Più di tutti i telefoni Android visti finora, compresi quelli marchiati Nexus, il nuovo Motorola Moto X sembra infatti il primo vero oggetto fisico creato su misura per il software (e le idee) di Google. Una su tutte: il touchless control, che significa in parole povere poter distrubuiire l?informazione che serve, al momento giusto e senza necessità di interagire con il display. OK GOOGLE NOWComandi vocali? Sì ma evoluti. Per ?dialogare? con il Motorola Moto X non sarà necessario cliccare su un tasto a forma di microfono, basterà pronunciare tre parole magiche: "Ok Google Now". Tanto basterà affinché il Motorola Moto X, in qualsiasi stato si trovi (attivo, stand-by, modalità notte) si metta immediatamente sull?attenti, pronto a recepire i nostri comandi. Di fatto è un antipasto di ciò che vedremo fra qualche tempo sui Google Glass. In alcuni casi non servirà nemmeno parlare per avere informazioni. Ad esempio, verso le sei di sera Motorola Moto X potrebbe avvisarci che faremmo meglio a uscire dall?ufficio se vogliamo arrivare in tempo per la cena con la nostra fidanzata che abbiamo fissato sul calendario. Sfera di cristallo? No, analisi intelligente dei dati: Google sa dove siamo, a che ora dobbiamo essere al ristorante e conosce meglio di chiunque altro la viabilità delle strade del Pianeta. MENO "LAVORO" PER L'UTENTEAnche le notifiche sono state sviluppate nell?ottica di alleggerire il ?lavoro? dell?utente. Attraverso una funzione chiamata Active Display, Moto X può informarci su un generico evento senza bisogno di "svegliarsi" (e quindi di consumare batteria inutilmente). Lo stesso dicasi per le foto (per aprire l?obiettivo basterà scuotere il polso) e per le funzioni di autenticazione (la password, sarà sostituita da una clip NFC da attaccare ai vestiti).Tutto questo popò di tecnologia è stato cucito addosso a un terminale piuttosto classico nelle forme (da fuori è un comune telefono full-touch con un display Amoled da 4,7 pollici) ma che potrà essere reso più o meno originale attraverso il configuratore on line che Motorola metterà a disposizione per personalizzare l'acquisto: si potrà scegliere il colore del telefono, ma anche i materiali della scocca (da quel che si vede ci sarà pure una versione in legno!) e le suonerie in dotazione. EPA/ANDREW GOMBERT SOGNO AMERICANOInsomma uno smartphone che sul piano dell?innovazione ha tutto per competere con i mostri sacri del settore (come dimostra peraltro il prezzo di 575 dollari per la versione base da 16 Gb) anche se l?obiettivo, almeno in un primo momento, sarà soprattutto quello di fare breccia sul mercato americano (in Italia, a meno di miracoli, il Moto X non lo vedremo).Motorola è ritornata grande? Può darsi. Di certo mai come oggi abbiamo capito perché Google abbia fatto di tutto per averla, compreso scucire dalle proprie tasche la strabiliante cifra di 12 miliardi di dollari.

Quip: scrivere online insieme non è mai stato così facile
Smartphone & Tablet
Un elaboratore di testi moderno che aiuta a stilare documenti dall'aspetto accattivante ovunque da desktop, smartphone e tablet. E che permette di farlo a quattro o più mani. È quanto si sono prefissati di creare Bret Taylor e Kevin Gibbs, e il risultato è Quip , da poco disponibile in forma di servizio online e di app per dispositivi mobili con sistema operativo iOS e Android. Sia Gibbs che Taylor hanno lavorato in Google e hanno un passato prestigioso di ideatori di servizi rivoluzionari. Gibbs è il creatore della piattaforma di cloud computing Google App Engine mentre Taylor è il cocreatore di Google Maps e del social network FriendFeed, poi acquisito da Facebook. Quip è la loro nuova avventura, in cui hanno ripensato la scrittura ed elaborazione di testi online. Facile da utilizzare e con un'interfaccia pulita ed essenziale, il servizio è completamente accessibile dagli schermi touch piccoli e grandi, permette di formattere il documento e di inserire immagini, tabelle e altri contenuti esterni e ha funzioni di condivisione, dialogo e collaborazione contestuali e automatiche insite in ogni documento che creiamo.Come si usa Quip si può utilizzare via web browser e tramite un'app universale e gratuita per iPhone, iPod touch e iPad . Per smartphone e tablet Android è disponibile su Google Play una Preview Release  che verrà sostituita più avanti da una versione più completa e affidabile. La registrazione e l'utilizzo di Quip in forma base è gratuito e permette che fino a cinque persone collaborino ad uno stesso documento e condividano cartelle. Per team, redazioni e aziende che hanno più utenti e hanno esigenze più avanzate di amministrazione, gestione e sicurezza c'è l'offerta a pagamento Quip Business che costa 12 dollari al mese e più avanti si aggiungerà una formula ancora più potente (e costosa), Quip Enterprise.Come funziona Quip tiene fede alla sua promessa: è un buon ambiente per scrivere e modificare rapidamente e agilmente testi a più mani coordinandosi e lavorando senza soluzione di continuità da postazioni fisse e dispositivi mobili.La schermata di partenza è chiamata desktop e serve ad accedere ai documenti e (tramite un'icona in basso a destra) crearne rapidamente di nuovi. Nella versione via browser e su iPad abbiamo inoltre una colonna a sinistra con le ultime notifiche pertinenti a messaggi, nuovi documenti ed eventuali modifiche. Una volta che si crea o passa a lavorare su un documento lo spazio a destra serve a lavorare sul testo e la colonna di sinistra (che ha in alto un pulsante per invitare un utente a collaborare) è dedicata ad una sorta di chat in tempo reale che svolge due ruoli: indica accessi e modifiche al documento, con stralci, e fa da instant messaging tra gli autori, permettendo di discutere e coordinarsi durante il lavoro. Mentre dal browser la colonna di notifiche/chat è sempre presente su iPad e iPhone, ruotando il dispositivo in modalità ritratto, scompare e offre l'editing a tutto schermo dei testi. L'interfaccia è pulita e ridotta all'osso. Le funzioni di formattazione grafica e l'inserimento di immagini ed altro si fanno tramite pulsanti posti sopra la tastiera virtuale di iOS, mentre l'ingranaggio in alto a destra permette di condividere o eliminare il documento (operazioni possiibili anche dalla schermata desktop) Su iPhone c'è ovviamente molto meno spazio ma c'è tutto: desktop, notifiche e chat contestuale ed editing (a cui si passa con swipe laterali), incluse le funzioni di formattazione sopra la tastiera. Cosa non va e cosa mancaAnzitutto Quip non è una soluzione completa di Office online, quindi il confronto con Google Docs/Drive, Office 365, iWork o le offerte di Zoho è impari, e fuori luogo. Inoltre mancano diverse caratteristiche, sia pertinenti alla stesura e modifica dei testi che all'aspetto collaborativo.Non c'è per ora alcun modo di importare un testo  già pronto , ad esempio una bozza, e manca una funzione contacaratteri. Durante le prove sui dispositivi iOS sono stati notati problemi con il correttore ortografico ed alcune impostazioni e funzioni non sono disponibili nelle app, ad esempio la disattivazione della notifica di messaggi e modifiche via email, che si può fare solo dal browser . Le modifiche del testo sono evidenziate bene e con colori ma solo nella colonna di chat contestuale e, a differenza di Google Docs, non c'è un sistema di versioning che permetta di esaminare le varie versioni del documento ed eventualmente di ripristinarne una precedente. Nota: si ringrazia Serena Di Virgilio e Cristiano Ferrari per la collaborazione nella fase di test del servizio.


Snowden resta in Russia perché questa è la patria degli hacker
Sicurezza
Quando nel maggio del 2008 Dmitry Medvedev è diventato Presidente della Federazione Russa, aveva promesso di combattere quello che chiamava 'nichilismo giuridico'. La corruzione, un sistema giudiziario debole e una vasta tendenza all'impunità erano, secondo lui, caratteristiche del governo precedente, assolutamente da combattere. La Russia era diventata un paradiso per alcuni degli hacker più ?creativi? al mondo, una nazione che sapeva proteggerli come non mai. Nell'agosto dello stesso anno dell?elezione di Medvedev, i ricercatori della società di sicurezza SecureWorks avevano scoperto una grave minaccia proveniente da una gang di hacker russi. Per anni i giovanotti si erano infiltrati in sistemi aziendali e governativi senza destare sospetti.Nessuno sa quanto questi hacker avessero rubato anche se gli investigatori statunitensi risalirono ad un fondo conservato in una banca in Lettonia che aveva cominciato a sospettare di alcune movimentazioni dopo un prelievo di ben 20 mila dollari. Che fine abbiano fatto gli hacker non è dato saperlo, certo è che la polizia locale non se ne è interessata più di tanto. Il sentore è che in Russia non ci sia molto interesse per la lotta alla criminalità informatica né da parte della polizia né di tribunali appositi. Le forze dell?ordine ignorano gli hacker, a meno che non attacchino obiettivi nazionali. La Russia poi è sempre ai vertici delle nazioni fonti di spam mondiale, spesso è davanti agli Stati Uniti e ai paesi orientali che, sotto questo punto di vista, crescono a dismisura.Sarà per questo che Edward Snowden ha scelto proprio la Russia come 'terminal' per più di un mese e come nazionale dove vagare liberamente fino ad ulteriori sviluppi? Alla luce di tali premesse non sembra un caso che 'il più grande hacker al mondo', come lo hanno definito i federali USA, sia russo. Il 25 luglio di quest?anno le autorità statunitensi hanno arrestato cinque persone con l?accusa di aver violato i server del NASDAQ per rubare gli accessi di almeno 160 milioni di carte di credito. Tra questi c'era Dmitriy Smilianets, fondatore di Moscow 5 , un collettivo russo che recluta videogiocatori di diverse piattaforme per competere in tutto il mondo. Le relazioni tra USA e Russia sui casi di hacking sono state assenti per almeno un decennio. La situazione sembra aver subito una forte accelerata con il caso Snowden e per questo la vita degli smanettoni informatici all?ombra di Mosca potrebbe non essere più privilegiata come una volta.


6 app per iPhone e iPad dal prezzo folle
Smartphone & Tablet
Le app hanno dimostrato che è possibile offire software di qualità per telefonini e tablet a prezzi molto contenuti, spesso inferiori a un euro, oppure in maniera del tutto gratuita, magari sperando di guadagnare grazie alla pubblicità. Però sul negozio digitale della Apple non mancano le eccezioni e, a volte, sono clamorose: si trovano titoli che superano i 100 euro e si avvicinano persino ai mille. Il tutto senza offrire necessariamente servizi e contenuti grandiosi che giustifichino un esborso tanto significativo.Business Insider è andato a caccia di alcune di queste applicazioni salatissime e ha tirato fuori un lungo elenco, noi abbiamo scelto di mostrarvi le sei più curiose. Quelle che, già a partire dalla descrizione (dove generalmente si tende a esagerare con le promesse agli utenti), non sembrano esattamente imperdibili. Eccole, ognuna con il link per acquistarla tramite iTunes. Così, se siete in vena di spese esagerate o di buttare un bel po' di euro, potrete trovare qualche pazza idea. Water Globe Lo schermo del telefonino si trasforma in una palla di neve piena di fantasia e colori. Se si scuote lo smartphone o lo si rovescia parte l?animazione, come se la palla fosse vera. Tutto qui? Ebbene sì. Prezzo: 199,99 euro BizjetMobile Guardando le schermate, nessuno si offenda, sembra di vedere uno dei primissimi programmi per Windows di un?era geologica fa. Il servizio tutto sommato non è male: è pensato per consentire ai passeggeri dei voli privati di connettere il loro smartphone alla linea di comunicazione satellitare dell?aereo per inviare sms, spedire mail e fare chiamate. Visto il livello della clientela a cui è destinata questa app e, soprattutto, l?esoso prezzo di vendita, si poteva ingaggiare un grafico un po? meno nostalgico. Prezzo: 229,99 euro SafeSession Voice Encryption Vi sentite un po' James Bond? Volete che le vostre telefonate transitino sulla classica linea sicura, che siano irrintracciabili? Questa app protegge le conversazioni VoIP con non meglio precisati algoritmi di criptaggio della voce. Sarà efficacissima, nessuno tenta di insinuare il contrario, ma su iTunes si trovano anche alternative gratuite che promettono lo stesso servizio.Prezzo: 269,99 euro Barcelona vs Madrid Paghereste più di 300 euro per giocare una partita di calcio sul telefonino? Sempre la stessa peraltro, ovvero il classico dei classici in Spagna: Barcelona contro Real Madrid? Gli sviluppatori promettono una simulazione estremamente realistica e facile da giocare, ma ? almeno dagli screenshot ? non è niente che un Fifa qualsiasi non offra a molto meno. Permettendo di scegliere tra più di due squadre e magari, dopo aver battuto l'avversario, di dare qualche schiaffone virtuale pure all'Atletico Madrid.Prezzo: 319,99 euro Mighty Brace Pro Cari ortodontisti, questa app leva di mezzo un po' di routine spiegando ai bambini con un approccio divertente e interattivo, con animazioni e istruzioni video, come lavarsi al meglio i denti. Certo, con quello che costa ha forse più senso che siate voi a mostrarglielo. Con i soldi risparmiati potete sempre regalare spazzolini ai piccoli per qualche mese.Prezzo: 449,99 euro iVip Black Una app solo per milionari. Non basta infatti il salasso dell?acquisto, bisogna anche dimostrare ai gestori di possedere beni o guadagnare più di un milione di euro. Il premio per questa ostentazione virtuale di ricchezza? Sorprese, pacchetti di benvenuto, accessi prioritari e montagne di privilegi in hotel, ristoranti, palestre e altri servizi esclusivi. Tutto sommato, vista l?opulenza del target di riferimento, è offerta a un prezzo nemmeno troppo folle. Prezzo: 899,99 euro


Il cellulare del futuro? Ci curerà e ci farà studiare
Smartphone & Tablet
Il 3 aprile 1973 un ingegnere di Motorola di nome Martin Cooper uscì dall'Hilton hotel di New York e dinnanzi a una folla di giornalisti e curiosi mostrò al mondo un oggetto che sembrava tratto da un film di fantascienza: era il primo telefono cellulare della storia.Si chiamava Dyna-Tac e col senno di poi verrebbe da dire che era un oggetto più simile a un mattone coi tasti che non al telefonino come siamo abituati a pensarlo. Basti pensare che pesava quasi un chilo e mezzo e aveva un'autonomia di mezz'ora. Ma per quei tempi era già un miracolo. In fondo non esisteva nemmeno il cordless e Internet era poco più che un?idea. Senza contare che il telefono era ancora un oggetto pensato e utilizzato per raggiungere luoghi e non persone.La portata di quell?invenzione la conosciamo bene. Oggi il telefono cellulare, nella sua accezione più moderna ? quella degli smartphone ? è senza dubbio l?oggetto più importante e desiderabile del nostro paniere tecnologico, uno scrigno digitale capace di contenere tutte le informazioni chiave della nostra vita. E Martin Cooper, dall?alto dei suoi 84 anni (portati benissimo) può ragionevolmente pensare di essere stato uno dei grandi visionari del secolo scorso capaci di cambiare non solo la storia della tecnologia, ma anche quella del vivere quotidiano.Panorama.it lo ha incontrato alla vigilia del prestigioso Marconi Prize (riconoscimento che gli verrà consegnato il prossimo 1 ottobre a Bologna) per fargli qualche domanda:  Ora possiamo dirlo. Quella del cellulare è stata una delle idee più importanti del secolo scorso. Ci può dire da dove le venne l?ispirazione?Forse il vero precursore di tutto fu Dick Tracy: se andate a riguardarvi le strisce dei suoi vecchi fumetti scoprirete che in tempi assolutamente non sospetti indossava una specie di telefono da polso, poi trasformato in un video-terminale. In realtà la vera ragione che spinse noi di Motorola a creare quell'oggetto fu la rivalità con AT&T, temevamo la possibilità di un monopolio sul mercato dei telefoni e delle reti. Dovevamo fare qualcosa per catturare l?attenzione delle persone. Diciamo che ci siete riusciti...Tutti parlano del concept del telefono ma in realtà la vera sfida fu realizzare tutta l?infrastruttura intorno: dovevamo creare il primo sistema cellulare e dimostrare che era funzionante per fare delle chiamate. Il mio team ai tempi fece un lavoro straordinario. Ora lo può dire: quanto è orgoglioso di quella invenzione? Pensa di aver cambiato il mondo?Non sono orgoglioso dell?invenzione in sé ma dei benefici che ha portato alla gente. Qualche tempo fa ho letto di un pescatore indiano che grazie a un?applicazione presente sul suo telefono oggi lavora in modo molto più efficiente, trovando le zone più pescose e i mercati migliori per piazzare il suo prodotto. Ecco, posso dire che grazie al cellulare la sua vita è migliorata così come quella di tutte le persone che possono comprare il pesce migliore al minor prezzo. Il mondo migliora in tanti modi differenti e la tecnologia in questo senso può aiutare. Sono passati 40 anni dal Dyna-Tac. A parte le evidenti differenze estetiche qual è la differenza principale fra quel telefono e gli smartphone di oggi? L'hardware è migliorato moltissimo, non c'è dubbio. Nel 1973 non c'erano ancora i PC, le fotocamere digitali, Internet era appena un'idea, i circuiti integrati su larga scala non erano stati ancora inventati. Non potevamo certo immaginare che un giorno tutto questo sarebbe stato combinato in unico prodotto portatile. Ma è soprattutto l'avvento dei dati ha cambiato lo scenario. Ok, proviamo a fare un salto in avanti di 40 anni. Come se lo immagina il cellulare del 2053? Sarà più simile all' iPhone o ai Google Glass? Il punto non è immaginare come sarà il prossimo gadget portatile ma come la tecnologia può cambiare la nostra vita. Bisogna guardare ai problemi prima di pensare alle soluzione. E i problemi di oggi si chiamano sanità, istruzione, povertà. Quando penso al futuro dei cellulari penso a come potranno risolvere questi problemi. Ha già qualche idea in proposito? Penso che la rivoluzione sia già in atto e non credo abbia a che fare con i Google Glass. Le nuove generazioni stanno sperimentando le "flipped classroom" un concetto di istruzione che si basa sulla possibilità di utilizzare da un lato i dispositivi mobili e Internet come fonte di apprendimento e, dall'altro, le lezioni in classe come momento per fare pratica ed esercizi. Anche il settore della sanità può godere di molti benefici: i dispositivi potranno ad esempio monitorare il nostro stato di salute e farlo in modo continuo in modo, cosicché un computer remoto li possa analizzare e raffrontare per capire come combattere la malattia prima che questa arrivi. La verità è che siamo piuttosto inefficienti in tutto quello che facciamo. Oggi possiamo comunicare 24 al giorno da qualsiasi luogo in molte forme differenti, con un sms ad esempio, una chiamata voce, un messaggio istantaneo di Facebook. Ma dobbiamo combinare tutte queste forme di comunicazione nel migliore modo possibile. Quando ci riusciremo potremo davvero rivoluzionare il commercio, l'economia, la politica, con un impatto più profondo sulle persone. Vede anche lei un futuro nel quale Internet sarà in ogni cosa?Credo che Internet diventerà sempre di più parte della nostra vita, non deve essere una cosa separata. Non rischiamo di perdere la nostra identità e soprattutto la nostra privacy?Bisogna capire che la privacy non esiste più. Siamo misurati, monitorati, osservati in tutto ciò che facciamo e ovunque andiamo. Dobbiamo accettarlo. Il problema semmai sta altrove, nella sicurezza ad esempio. Dobbiamo sempre chiederci come controllare i nostri dati a come tutelare le informazioni che appartengono a noi e solo a noi. Sono queste le sfide più importanti che dovranno essere affrontate dalle nuove generazioni.

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mercoledì 17 luglio 2013

News Mytech: Samsung Galaxy Tab 3: prezzo, taglie e contenuti ne faranno un best seller; Come si sceglie un impianto Home Cinema? Due regole fondamentali; Nuovo Google Maps, ora anche per iPad e Web. Le cose da sapere






Samsung Galaxy Tab 3: prezzo, taglie e contenuti ne faranno un best seller
Smartphone & Tablet
Per battere l?iPad (e l?iPad Mini) Samsung si è fatta in tre. Tanti sono i nuovi tablet presentati ieri, anche in Italia, dalla casa coreana. In realtà quello che va sotto il nome di Samsung Galaxy Tab 3 è un progetto unico (basato su Android Jelly Bean) ma declinato in tre diverse taglie di display: da 7, 8 e 10 pollici. Quanto basta per dare al consumatore indeciso un po' di alternative, sia nel formato che soprattutto nel prezzo. Il nuovo Galaxy Tab 3 copre infatti un range tariffario piuttosto ampio che va dai 229 euro del modello da 7 pollici ai 369 euro del 10 pollici, passando per i 329 euro del modello intermedio.Ci sono poi almeno altre due caratteristiche che fanno della nuova tavoletta coreana un?interessante alternativa all?iPad e a tutti gli altri modelli nati nell'era del post PC: il peso e i contenuti.Sul peso parla il responso della bilancia: si va dai 300 grammi del piccolo di famiglia, ai 314 grammi della versione da 8 pollici fino ai 520 grammi del 10 pollici. Per avere un metro di paragone basti pensare che l'iPad (10 pollici) pesa 662 grammi, l'iPad Mini (7,2 pollici) 332 grammi, il Nexus 7 (7 pollici) 340 grammi, il Kindle Fire HD (da 8,9 pollici e da 7 pollici) rispettivamente 567 e 395 grammi.Quanto ai contenuti Samsung ha voluto ribadire un concetto che le sta molto a cuore: quello cioè secondo cui è più facile vendere un dispositivo ricco di sostanza rispetto a una scatola vuota. Così, anche per la line-up Galaxy Tab 3 gli sforzi si sono concentrati sul''offerta di app predefinite. Quelle proprietarie rispondono ai nomi di Video Hub, Music Hub e Games Hub (le piattaforme per scaricare film, gioci e musica e serie TV), WatchON (l'app per trasformare il dispositivo in una sorta di telecomando interattivo con tanto di guida TV), Story Album (foto), Group Play (musica in condivisione) e BuonAPPetito (ricette). Quelle indipendenti sfruttano una serie di accordi con Web company (Dropbox), società editoriali (RCS) e di intrattenimento (Disney) per la fornitura (gratuita per 6 mesi/1 anno su Galaxy Tab 3 10.1) di spazio cloud, quotidiani online, e-book e riviste per ragazzi. Meno sfavillante la dotazione in termini di risorse hardware; il Samsung Galaxy Tab rimane un tablet di fascia media con schermo di risoluzione compresa fra 149 e 189 PPI, processori dual core (da 1.2 a 1.6 GHz), fotocamera da 3 a 5 megapixel), batteria da 4000 a 6800 MAh. Per tutti e tre modelli è prevista la possibilità di scegliere il tipo di connettività (Wi-Fi o Wi-Fi + 3G) ma non il taglio di memoria (per il momento predefinita a 8 GB per il 7 pollici e a 16 GB per i modelli più grandi).Per chi volesse saperne di più ecco la pratica tabella di confronto pubblicata sul sito del produttore.


Come si sceglie un impianto Home Cinema? Due regole fondamentali
Casa
Tanti pensano che avere un impianto home cinema significa disporre di un buon sistema home theatre 5.1, un televisore HDTV ad alta definizione (TV LCD, al plasma, proiettore o retroproiezione) e un lettore DVD-DivX.Non è tutto, queste sono soltanto le componenti fisiche principali. Per pensare di allestire l?home theatre a casa propria è importante studiare l?ambiente per l?home cinema: questo servirà a scegliere i dispositivi giusti per il vostro spazio.1) Munitevi di carta e penna e iniziate a disegnare la piantina della stanza in cui desiderate installare l?impianto home cinema. Disegnando anche la posizione dei mobili che avete nella stanza. Questo vi servirà in fase d'acquisto da portare ai tecnici per studiare al meglio il posizionamento degli elementi e per cambiare, eventualmente, posizione ai vostri mobili.Di solito l?impianto home cinema si installa in soggiorno: potendoselo permettere, la prima cosa da fare è insonorizzare le pareti dell'ambiente così i vicini non saranno costretti a sobbalzare durante le scene di azione più movimentate e avvincenti (in fondo: che utilità avrebbe un impianto home theatre a volume moderato?).Non sono invece adatti mansarda o soppalco poiché l?audio è ostacolato rispettivamente da strutture spioventi o che favoriscono la sua dispersione nell?ambiente sottostantePer costruire un impianto Home Theatre che sia davvero coinvolgente è necessario avere una stanza sufficientemente ampia, in grado di consentire una disposizione libera di tutti i diffusori. Diciamo che, in linea di massima, il minimo della metratura è di circa metri quadri 18, possibilmente con una pianta dalla forma non troppo regolare (per evitare eccessive risonanze del subwoofer, frequenze basse) e non troppo riflettente (tappeti, divani, libri possono aiutare molto). In una situazione meno ideale, stanza piccola e regolare, si possono trovare comunque delle buone soluzioni, anche applicando lo schema qui sotto: Accanto al televisore, posizionati a un?altezza che dovrebbe essere quella dell?orecchio dell?ascoltatore, vanno sistemati i due diffusori. Dietro al punto d?ascolto le casse surround. Il subwoofer va messo tra il televisore e il punto di ascolto. 2) È importante scegliere la grandezza giusta dello schermo che dev?essere proporzionale alla distanza dal punto di osservazione: uno schermo sovradimensionato a una distanza relativamente breve non consente di gustare fino in fondo le immagini (basti pensare alle sale cinematografiche dove le prime file sono i posti meno appetibili)...


Nuovo Google Maps, ora anche per iPad e Web. Le cose da sapere
Internet
Dopo mesi di speculazioni, la cosa è ormai lampante: Google sta abbattendo le barriere che separano le diverse incarnazioni del suo servizio più gettonato, Google Maps, con il chiaro scopo di creare un?esperienza il più possibile simile tra i vari utenti. Solo una settimana fa, Google presentava la nuova, scintillante versione per Android , un?applicazione pesantemente rifinita per rendere più immediata l?esperienza di utilizzo e introdurre alcune funzionalità tipiche dei discovery engine.Oggi, dai cantieri di Mountain View escono altre due versioni nuove di zecca di Google Maps, una beta per Web (già mostrata in anteprima a maggio) e una per iOS.Nonostante le novità introdotte siano grossomodo le stesse, l?applicazione su cui sono puntati tutti gli occhi è quella per iOS , e il motivo è piuttosto scontato: finalmente, Google Maps sarà utilizzabile con tutti i dispositivi mobile targati Apple, iPad e iPad mini compresi. Non è una novità da poco. Da quando Apple, lo scorso settembre con il lancio di iOS 6, aveva deciso di lasciar fuori Google Maps dal parco di applicazioni per iPhone e iPad, gli utenti iOS avevano dovuto accontentarsi delle insoddisfacenti mappe di Apple. A dicembre Cupertino aveva fatto un passo indietro dando il via libera a una nuova app per iPhone, ma fino a oggi le mappe di Google erano virtualmente inaccessibili a chi più poteva trarne beneficio: gli utenti iPad. La nuova versione di iOS si presenta dunque con un design ottimizzato per iPad, studiato in modo da consentire una visualizzazione continua con gli elementi presenti sulla mappa e parallelamente la possibilità di interagire con i nuovi riquadri informativi (Info Sheets) che compaiono a bordo schermo ogni volta che si clicca su una particolare icona. Le novità introdotte da questa nuova versione sono sostanzialmente le stesse presenti nell'app per Android (e nella nuova app Web). Su tutte spicca la nuova funzionalità Explore, che consente di visualizzare in modo organizzato ristoranti, bar, musei e altri luoghi di interesse presenti nelle vicinanze di un determinato luogo, con un accesso immediato alle recensioni degli utenti Zagat e Google+ sui ristoranti più commentati. Si potrà inoltre accedere a informazioni sul traffico in tempo reale con tanto di eventuali segnalazioni di incidenti e code. A coronare il tutto sono state finalmente rese disponibili le mappe indoor di alcuni edifici pubblici. A rendere il tutto più fruibile interviene un nuovo sistema di ricerca che presenta i risultati direttamente come icone sulla mappa, passando con il cursore sopra ogni icona si avrà un veloce riepilogo delle recensioni e dei voti espressi dagli utenti, abbinati a raccomandazioni personalizzate.Tutte le nuove funzionalità di cui abbiamo parlato fino ad ora sono presenti anche nella nuova versione desktop di Google Maps che, nonostante sia ancora in versione beta gratuita, si presenta già come una piattaforma d?eccellenza per chi faccia frequente uso dei servizi di geolocalizzazione. L?integrazione con Earth e Street View è stata ottimizzata, passando dalla visualizzazione in 2D a quella Earth View è possibile passare da una visuale a volo di piccione a esplorare una versione 3D renderizzata dei palazzi cittadini. Il nuovo Maps è inoltre stato studiato per rendere il più semplice possibile l'ottenimento di informazioni geolocalizzate. Un esempio: cliccando su una strada qualsiasi di una città comparirà un Info Card in cui verranno presentate tutte le informazioni relative a quella strada, corredate da un tasto per l?ottenimento di indicazioni stradali e uno per il passaggio a Street View. Anche il tool per creare itinerari è stato migliorato e ora consente di paragonare in tempo reale diversi itinerari a seconda del mezzo utilizzato (piedi, auto, mezzi pubblici, bicicletta).Insomma, sulla carta sembra proprio che Google abbia trovato il modo di mantere saldo il dominio sulle app di geolocalizzazione. Con un servizio omologato e ottimizzato per funzionare allo stesso modo su tutte le piattaforme, Google può presentarsi alla guerra delle mappe con un prodotto di tutto rispetto, che a breve verrà ulteriormente rafforzato dall?integrazione di Waze. Ma la battaglia è lungi dall'essere completamente vinta, mentre Google trionfa, infatti, attorno a Mountain View aumentano il numero di pretendenti al trono , servizi innovativi e opensource che presentano un?alternativa personalizzabile alle mappe di Google. Big G ha due alternative: o mantiene le antenne drizzate, per intercettare nuovi trend (o crearne), oppure gli toccherà rilevarle tutte a suon di bigliettoni.


La NSA ci spierà con la Xbox One?
Sicurezza
Noi siamo tra quelli che attendono con impazienza l?arrivo della Xbox One e del nuovo sensore Kinect. Il mondo dei videogiochi sta per entrare in una nuova era dove lo scontro, ne siamo certi, tra la console di casa Microsoft e la PS4 di Sony porterà la qualità videoludica su livelli mai raggiunti. Detto questo però non possiamo trattenerci dall'ipotizzare un utilizzo meno divertente, almeno per i clienti domestici, del sensore Kinect e della Xbox One. Come ha scritto ieri TheVerge , di solito quando non si utilizza un computer, desktop o portatile, di solito lo si spegne e lo si mette da parte. Una pratica che potrebbe perdere molto del suo significato proprio con l'arrivo della prossima Kinect, la telecamere 'always-on' che arriverà a corredo della prossima Xbox One.Come la stessa Microsoft ha detto, il sensore è sempre acceso per rispondere prontamente a comandi vocali, o anche per testare alcune attività quotidiane, come il battito cardiaco se in possesso del software giusto. Come ha espresso più di una volta, l?azienda di Redmond ha detto che non abuserà mai di un tale 'potere' e che non potrebbe farlo anche se ci provasse. Dietro le righe ci sarebbero da intendere limiti tecnici all'accesso remoto dei sensori Kinect diffusi in tutto il mondo.Ma dopo le vicende di PRISM voi vi fidereste? I microfoni e le telecamere del Kinect non registrano o catturano immagini da inviare ai server di Microsoft, almeno secondo l?azienda, non senza il consenso esplicito degli utilizzatori. La raccolta dei dati viene fatta in anonimo, per migliorare l?interazione uomo-console e facilitarne l?accesso. Eppure i comandi vocali inviati al sensore vengono convertiti in testo, ancora prima di lasciare la macchina, e i dati biometrici vengono convertiti in valori numerici che servono a mappare le parti del corpo monitorate (che bel termine equivoco) dal Kinect.La storia sembra ripetersi. Microsoft aveva assicurato i propri utenti che sarebbe stato impossibile decifrare le conversazioni, di testo e vocali, di Skype per essere ascoltate da esterni, governativi prima di tutto. Eppure i documenti di Edward Snowden hanno mostrato, almeno sulla carta, il contrario. ?A causa dell?architettura peer-to-peer di Skype e delle avanzate tecniche di crittografia, il software non sarebbe in grado di soddisfare tale richieste? ? aveva detto il client VoIP a CNET nel 2008 ? . Quattro anni dopo, quando alcuni hacker hanno accusato Microsoft di aver cambiato il backend del servizio per facilitare le intercettazioni del governo, la società ha negato categoricamente le accuse.Certo c?è chi dice che una raccolta dati con Kinect nel privato di una famiglia sarebbe un bel grattacapo per Microsoft. Eppure non è detto che non ci siano leggi segrete che lo consentano. Questo è il timore di Christopher Soghoian, un analista politico dell'American Civil Liberties Union (ACLU). Dopo aver tweetato su come Microsoft appare alla luce delle accuse PRISM, ha espresso le sue preoccupazioni alla Rete. Soghoian ha sottolineato come ci sia un precedente giuridico  per l'applicazione della legge a riguardo della tecnologia di consumo a scopo di sorveglianza. Nel 2002, una corte d'appello federale ha condannato l'FBI  per aver monitorato un microfono che si attivava durante la chiamata di emergenza di un sistema di navigazione su un auto.

Loewe: il sistema Home Cinema 3D è wirless
Casa
Loewe introduce sul mercato il primo sistema di Home Cinema 3D Wirless dotato di tecnologie sonore innovative. Siamo abituati ad ascoltare i tradizionali altoparlanti che diffondono il suono in un'unica direzione: grazie alla particolare progettazione degli altoparlanti omnidirezionali di Loewe 3D Orchestra (IS), i diffusori producono un campo di onde sonore sferiche e le diffondono in tutte le direzioni. Bastano due di questi diffusori Loewe 3D Orchestra speaker, in combinazione con gli altoparlanti del TV sfruttati come canale centrale e un subwoofer, per creare un ambiente acustico avvolgente. Con quattro diffusori del sistema 3D Orchestra, l'ascoltatore viene completamente avvolto dal suono.Naturalmente la percezione dell'effetto 3D audio aumenta con l'aumentare del numero di diffusori impiegati. Inoltre, il sistema sfrutta le riflessioni delle superfici che delimitano l'ambiente (pareti, muri, finestre, soffitti, pavimenti, ecc.).Il risultato è un'esperienza di ascolto straordinaria e non importa dove l'ascoltatore sia seduto: qualsiasi punto all'interno della stanza è un punto ottimale di ascolto. Questo grazie a una speciale tecnica di calibrazione, che si fa in automatico al momento della prima installazione: dopo aver scelto il numero e posizionato i diffusori, è sufficiente collocare il microfono triangolare, fornito in dotazione, nella metà posteriore della stanza. La calibrazione si avvia in maniera automatica, considerando tutte le caratteristiche e le peculiarità dell?ambiente (dimensioni della stanza, varchi, finestre o materiali fonoassorbenti come le tende). Bastano solo pochi minuti per ottenere una calibrazione esatta del sistema di Home Cinema in base alle specifiche caratteristiche ambientali. Anche questa è una novità assoluta.Il sistema Loewe 3D Orchestra (IS) è compatibile con i TV Loewe di ultima generazione: è infatti il televisore il cuore e la centrale di comando del sistema di Home Cinema, grazie anche al preamplificatore AV 5.1Infine anche il design è estremamente curato: i profili superiori degli altoparlanti, forniti di serie in alluminio argento, sono intercambiabili e possono essere personalizzati scegliendo tra 9 diversi colori oltre alle due tonalità in legno (ebano o quercia bianca) e ai 213 colori della gamma RAL.


Parrot AR.Drone2.0 Power Edition, la nostra prima prova in volo
Mytech
Che siate o meno degli amanti del volo teleguidato, sappiatelo: arriverà il giorno in cui ci sarà un drone in ogni casa, anche nella vostra. Che si tratti di un giocattolo, di un supporto aereo per il fotografo che non deve chiedere mai o addirittura di un nuovo mezzo di trasporto, poco importa: quello dei piccoli e grandi velivoli a pilotaggio remoto è destinato a diventare un fenomeno di massa.Per il momento, comunque, limitiamoci a considerare i droni consumer per quello che sono: giocattoli abbastanza costosi che diventano, ogni giorno di più, sempre più divertenti e sofisticati. Prendiamo ad esempio il nuovo Parrot AR.Drone2.0 Power Edition. Definirlo un semplice aeroplanino radiocomandato sarebbe davvero mortificante. Soprattutto per tutti gli amanti del genere: aeromodellisti esigenti che la sanno piuttosto lunga su tutte le novità del settore.È per loro che Parrot ha creato questa edizione speciale del suo popolare quadricottero, un IFO (oggetto volante identificato) in formato consumer caratterizzato da tre innesti di pregio: una nuova carena, un triplo set di eliche colorate e un doppio pack di batterie al Litio ad alta densità. È soprattutto quest'ultima la novità di rilievo: grazie alle nuove unità in dotazione, infatti, l?autonomia complessiva dell' AR.Drone2.0 sale da 12 a 36 minuti circa. Non basta ancora per trascorrere un intero pomeriggio al parco ma è comunque un bel passo in avanti. Quanto alle funzioni, sono praticamente le stesse del modello originario. Parrot AR.Drone2.0 Power Edition si conferma un quadricottero facilmente pilotabile anche da chi non ha mai fatto volare nulla in sua, nemmeno un aeroplanino di carta. È sufficiente uno smartphone (o un tablet) e una rete Wi-Fi (meglio se in un?area priva di interferenze wireless) e il gioco è fatto. Grazie a un paio di pulsanti virtuali e sfruttando l?orientamento dell'accelerometro del dispositivo in uso è possibile far muovere l?AR. Drone di Parrot in tutte le direzioni: avanti, indietro, desta sinistra, alto, basso, rotazione, ci si può persino sbizzarrire con qualche giro della morte.Il tutto in completa sicurezza (le hull in dotazione carenano completamente le quattro eliche) e con la possibilità di vedere in tempo (quasi) reale tutto ciò che sta sotto la pancia del drone: Parrot AR.Drone2.0 Power Edition è infatti dotato di una fotocamera HD che permette di visualizzare (ed eventualmente registrare e quindi condividere via Web) le panoramiche di volo. Pratica? Più se ne fa e più ci si diverte. Ma, ribadisco, un paio di minuti sono più che sufficienti per prendere confidenza col mezzo.Nel complesso un giocattolino da leccarsi i baffi anche se, al momento, un po'
 costoso. Parrot AR.Drone2.0 Power Edition costa infatti circa 350 euro, ma la spesa sale a 450 euro se si aggiunge alla dotazione Flight Recorder , il modulo Gps che permette di geolocalizzare AR.Drone e di videoregistrare i voli sulla memoria flash integrata.

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